Descrizione
Ispirandosi al celebre passaggio della madeleine di Marcel Proust, in cui un ricordo improvviso, vivido e involontario viene suscitato dall’assaggio di una madeleine intinta nel tè, la performance indaga come le esperienze sensoriali possano far collassare passato e presente, risvegliando corpi non addomesticati. Attraverso questa lente, le tre presenze diventano strumenti in grado di rivelare la sovrapposizione e la dissoluzione di realtà e temporalità nascoste. “Madeleine”, come La Maddalena, è anche una figura ambigua, al contempo sacra e profana che sconvolge un ordine stabilito. Momenti di lucidità e chiarezza formale lasciano così il posto a momenti di dissoluzione, creando la sensazione di essere ancorati al presente e allo stesso tempo di scivolare in uno spazio al di là del tempo ordinario. “Madeleine” vuole aprire le materie e osservarne l’interno, accostare e cucire insieme pezzi di realtà, vivere la danza come strumento più vicino a quel non detto che i corpi emanano e che i luoghi celano.