Descrizione
The Tempest Songbook è un concerto in forma scenica che mette in dialogo due universi musicali distanti nel tempo, uniti dal fascino immortale del capolavoro di Shakespeare. Il progetto intreccia parte delle musiche di scena per La Tempesta composte nel 1695 e attribuite a Henry Purcell con il Tempest Songbook di Kaija Saariaho, un ciclo di sei brani scritto tra il 1992 e il 2004. Il risultato è una visione lirica ed evocativa che esplora liberamente i temi e i personaggi dell'opera originale, creando un cortocircuito timbrico tra sonorità antiche e nuovi linguaggi.
L'esecuzione è affidata al FontanaMIX ensemble, realtà fondata a Bologna nel 2002 e guidata dal direttore e compositore Francesco La Licata. Con un approccio ispirato all'apertura e alla ricerca multidisciplinare, l'ensemble si avvale in questa produzione delle voci del soprano Laura Zecchini e del baritono Paolo Leonardi, affiancati da un organico che schiera Lavinia Guillari al flauto dolce, Marco Ignoti al chalumeau, Filippo Pantieri al clavicembalo, Mario Strinati al liuto, Valentino Corvino e Giacomo Scarponi ai violini, Corrado Carnevali alla viola, Sebastiano Severi al violoncello e Pietro Agosti al contrabbasso.
L'impatto visivo dello spettacolo porta la firma di Daniele Spanò e Luca Brinchi, artisti visivi e registi multimediali di rilievo nella scena contemporanea, che hanno curato la regia video. Le loro immagini vedono protagonisti in video gli interpreti Cecilia Bertozzi, Michele Di Stefano, Pier Giuseppe Di Tanno e Roberta Racis.
Il percorso musicale si articola in una continua alternanza tra i due autori. Si parte con l'Ouverture in Sol minore di Purcell, a cui segue L’incitamento del Nostromo di Saariaho. La tensione cresce con la Danza dei Diavoli di Purcell, seguita dal toccante Il lamento di Miranda di Saariaho e dal brano Asciuga quegli occhi di Purcell. Il viaggio prosegue toccando Il sogno di Calibano di Saariaho, Grande Nettuno di Purcell e Il saluto di Ariel di Saariaho. Verso la conclusione, la célebre Fantasia su una nota di Purcell apre la strada a La visione di Prospero di Saariaho, per poi sfociare in Giorni felici (o dell'Alcione) di Purcell, Il conforto di Ferdinando di Saariaho e il finale luminoso Vedi, vedi, il Cielo sorride di Purcell.