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MOSTRA “ALBRECHT DÜRER IL PRIVILEGIO DELL’INQUIETUDINE”

MOSTRA “ALBRECHT DÜRER IL PRIVILEGIO DELL’INQUIETUDINE”
Città: Bagnacavallo (Ravenna)
Luogo: Museo Civico delle Cappuccine
Categoria: Mostre

Periodo:

  • Da martedì 5 novembre 2019 a domenica 19 gennaio 2020
Descrizione:

Dopo Francisco Goya e Max Klinger, il filone espositivo promosso dal museo civico di Bagnacavallo sui più importanti artisti internazionali che hanno saputo esprimere massimamente la loro grandezza attraverso l’incisione non poteva proseguire se non con Albrecht Dürer.

Programma:Dürer è il “padre nobile” del pensiero grafico, colui che ha saputo innalzare il disegno e l’incisione ad espressione artistica non più ancella della pittura, ma pienamente libera e autonoma. Lo riconosceva lo stesso Max Klinger: “Un’opera grafica di Dürer non si riferisce né a un quadro replicato, né traduce sensazioni di colore in forme estranee alla tecnica adottata […] È compiuta in se stessa e definitiva, priva solo di quanto l’idea, eternamente inarrivabile, rifiuta alle possibilità di ogni artista”. Un genio inquieto, un talento dell’arte nordica fatalmente attratto dall’arte rinascimentale italiana e insolitamente disposto alla ricerca teorica e scientifica. Dürer, come Leonardo, era un ricercatore universale, continuamente ansioso di produrre cose nuove; aveva, come diceva Carl Gustav Carus, “un anelito incessante verso una perfezione irraggiungibile e un’acuta coscienza di problemi insolubili”.

La mostra si pone come un invito ad incontrare le diverse anime di Dürer, sia come uomo che come artista. La critica lo ha definito ora un umanista, ora un gotico, ora un artigiano ora un teorico; la verità è che non è possibile separare le sue singole anime, era tutto questo insieme. Egli aveva in sé l’eterna contraddizione che contraddistingue i più grandi artisti.

Il ricchissimo percorso espositivo conta oltre 120 opere grafiche tra cui i più noti capolavori dell’artista come il ciclo dell’Apocalisse, il Sant’Eustachio, il San Girolamo nello studio e il Cavaliere la morte e il diavolo.
La mostra avrà il suo punto focale in quell’enigmatico capolavoro che è la Melanconia, un’opera pregna di intellettualismo fin quasi all’esoterismo, che cela un vero e proprio autoritratto spirituale dell’artista, giunto alla melanconica presa di coscienza che un approccio razionale all’arte e al mondo non può che dare risposte insufficienti.

Giorni di chiusura: lunedì
Orario: martedì e mercoledì, 15.00-18.00; giovedì, 10.00-12.00 e 15.00-18.00; da venerdì a domenica, 10.00-12.00 e 15.00-19.00. Chiuso il lunedì e i post-festivi. Aperture serali straordinarie fino alle 23.30 dal 26 al 29 settembre in occasione della Festa di San Michele.

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